persiperlapersia


Riportiamo le ossa a casa linde e belle
Settembre 21, 2008, 3:24 pm
Archiviato in: Azerbaijan, Diario di viaggio | Tag: , , , ,

Anno di Allah 1387,  10 Shahrivar, Baku

sveglia tranquilla e solita colazione astiosa con la biondona ossigenata. L’obiettivo della giornata era il bagno turco, per ripulirci dalle ultime scorie della vacanza.

Dopo esserci persi per la città vecchia (persiperbaku), abbiamo incrociato un bagno turco, dove ci siamo informati sugli orari e le amenità che ci potevano aspettare dentro in modo da calcore i tempi della nostra giornata. L’idea era infatti di aggiornare ancora il blog, un piccolo giretto in centro e finalmente abbandonare i residui dele nostre calde ferie.

Il programma con un certo ritardo è stato perfettamente rispettato e prima di andare al bagno turco ci siamo fermati per un gelato risptoratore. Scaduto, ovviamente….

Il bagno turco non appariva come quelli dove eravamo già stati e quindi con un certo spaesamento ci siamo vestiti degli straccetti della pudicizia e siamo andati dentro. L’interno era povero e scuro, con le panche tutti intorno all’unica stanza, con al centro dei lettini di marmo. Una vasca incassata attirava tutta la nostra curiosità, ma lo spaesamento non riusciva proprio a passare e, con un gesto di magnanimità tutto iraniano, un ragazzo ci ha tolto dal nostro imbarazzo e ci ha spiegato cosa fare.

Il bagno turco ci offriva una gincana di salute:

1. sauna per 10/15 minuti
2. tuffo in vasca (quella incassata) fredda per 2 secondi
3. sauna di 20 secondi
4. massaggio

Per il massaggio bisognava chiedere in sala d’attesa, dove la cooperativa dei massaggiatori si organizzavano a turni sui massaggi. L’attesa per il massaggio ci ha portato sul tavolo circolare, attorno alla fontanella centrale della hall. Lì su disposizione del capo massaggiatori, un vecchio puntato da Checco e me per la sicura maestria nei massaggi (con tirata di ossa etc…), ci siamo sorbiti un paio di te con marmellata di giuggiole.

Per il massaggio, con grande delusione, ci siamo bccati il sorcio, un tipo smilzo, con la faccia allungata, baffetto da quindicenne e denti da roditore. Il sorcio appunto. La sua maestria ci ha invece sopreso e, così, lindi e belli ce ne siamo andati al macdonalds per lo spuntino del pomeriggio.

Il programma prevedeva ancora una fuga in albergo per pagare (con sconto) e corsa in internet per finire il blog e di nuovo un macdonalds con birre di chiusura.

Zaino e notte.


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