persiperlapersia


Ma i russi, cosa c’entrano in Caucaso?
Agosto 18, 2008, 11:32 am
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anno 1387, 26 Amordad, Meghri/Norduz

mentre i russi facevano divertire i georgiani con gli schioppi, e dannare i turisti in fuga dalle atrocita’ dela guerra (mah!), i nostri eroi partivano in direzione Iran con il mezzo di Paguo, autista dela societa’ di Garik, noto tassista di Kapan. Grazie alle dritte di Aram, il Paguo er famoso in tutta la valle, soprattutto quella delle Disgrazie, per la sua destrezza nei sorpassi in tripla fila. Ma non era la sua unica peculiarita’: Malgrado il fetido alito di montone e un’aspetto sbarazzino in stile transandato, pretendeva che chiunque salisse sul suo taxi fosse perfettamente in ordine coi capelli. Per Titta non era un grave probelma, ma non immaginate l’imbarazzo per la pettinatura (effetto elettroshock) di Checco.

Cosi’ tra un sorpasso e l’altro a 120 km in curva con una finta Fiat 128, ha offerto persino la sua spazzola personale a Checco! Il cafone ha inspiegabilmente rifiutato.

Arrivati al confine in una moderna cittadina di rifiuti e tre baracche (3, sul serio), costeggiando il filo spinato lungo il fiume Aras , confine naturale tra i due paesi, abbiamo salutato con mancia il buon Paguo.

Entrati in frontiera abbiamo passato nella totale indifferenza gli agenti Armeni e ci siamo preparati a quello iraniano. Fessi!

Come tutti possono logicamente pensare tra l’Iran e l’Armenia c’e’ la Russia. Ah, ah, ristudiate la geografia!

Cosi’ tra i 30 secondi del confine armeno e i 30 minuti di quello successivo persiano, abbiamo passato tre ore al confine russo (Scotty, beam me up!). Tutta colpa dell’umidita’ sul passaporto di Checco, e la mancanza del timbro di entrata in Armenia del 2006 (si, si del 2006!).

Per ammazzare il tempo ed evitare di fare la fine dei georgiani, con estrema pazzienza abbiamo atteso tra un scopetta e l’altra che i russi capissero che giro avevamo fatto 2 anni prima. Dopo i circa 10 passaggi nei vari uffici (e aver contattato i Ris di Parma) sono arrivati alla conclusione che non eravamo delle spie. Merito anche di un soldato russo molto piu’ compensivo degli altri e che parlava un buon inglese. Il passaggio che ha risolto le nostre ferie e’ stato il colpo di teatro di Checco, che per spiegare le regole della scopa, ha svelato ad alta voce le sue carte facendoli ridere tutti.

Dopo il confine iraniano (che gia’ mostrava lo spirito amichevole persiano), abbiamo trovato un cambia valute e abbiamo preso due chili di Rial (tagliato fine). Il taglio piu’ grande (50.000 Rial) vale circa euro 4.

Scampati alla prima truffa del cambia valute che ci offriva il suo amico a 300.000 Rial fino a Tabriz, siamo partiti insieme al sosia di Bazuka (chiedere a Toni e Perrish) e ad un soldato, Araz, a cui abbiamo dato un passaggio.

Forti della sua presenza abbiamo fatto foto a manetta. Sosta per la prima cena persiana, assiem ai due, e via verso Tabriz, dove abbiamo scoperto che non esisteva alcuna prenotazione all’hotel Sina. Grazie all’intervento di Nasser (guida locale che parla italiano), abbiamo smesso di litigare con l’albergatore e abbiamo trovato un nuovo hotel (guesthouse, molto rancida) a costo zero. Pagava Nasser e se li faceva ridare dai mentecatti dell’agenzia che si erano dimenticati di spedire il fax.

Abbiamo provato, un po’ emozionati il Kebab persiano e ci siamo buttati subito sul materasso di legno per dormire.



Spersi in Armenia
Agosto 18, 2008, 10:56 am
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anno 1387, 25 Amordad, da qualche parte in Armenia

ottima colazione cucinata dalle amorevoli mani di Hermine e via con Maxim verso sud, direzione Kapan.

Le tappe previste dalla nostra organizzatrice Arevik sono state\\:

1. Monastero di S. Gregorio
2. Monastero nella valle delle Disgrazie (non per noi, ma per i precedenti terremoti … testicula tacta ….)
3. Kara hudge, il loro Stone hedge del 5.000 a.c. , piu’ grande ma peggio conservato, forse anche a causa del vento pazzesco
4. Kapan

Nel mezzo del cammin, Checco preso da spirito di solidarieta’ trova un armeno che a suon di baci gli ha strappato 5 dollari, narrando (e vi spiego cosa ha capito Checco!!) della guerra contro gli azeri e dei suoi 5 figli. Gli altri dettagli della loro conversazioni sfumano dopo i baci e sono troppo dettaglaiti per questo diario. Degno di nota lo sforzo di Titta di far passare il suo esile corpo nell’anfratto che portava al pozzo dove S. Gregorio ha vissuto per ben 12 anni… (ci sara’ un motivo se ci ha messo tanto ad uscire!!)

Da ricordare del viaggio, oltre al buon Maxim, anche i rischi di squicio con l’uva e delle pesche squisite (forse le pi’ buone mai mangiate) comprate dai contadini lungo la strada. Inoltre, le soste per fare gas si sono sempre dimostrate altamente rischiose, vista l’usanza armena di fumare affianco ai bocchettoni del gas, per vedere se c’erano delle perdite.

Arrivati a Kapan, abbiamo preso possesso dell’alloggio che Aram ci ha trovato. Chi e’ Aram? Marito di Anna, amica di Arevik, che lavora per la ditta canadese che estrae il molibdeno. (chi volesse fare un utile commento, potrebbe spiegare a cosa serve).

A cena sulla terrazza dell’hotel che dava sul fiume e il centro di una citta’ fantasma (con un bel parco giochi), abbiamo incrociato 4 italiani di passaggio.



Dove sono i tappeti?
Agosto 18, 2008, 10:33 am
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24 Amordad, anno 1387 Yerevan

sveglia alle 13.00. Giretto per Yerevan in cerca della colazione, che abbiamo avuto il piacere di fare in un bar all’aperto con 4 poliziotti ligi nel loro lavoro (sic!) – dopo un po’ sono diventati pure in 5. Di nuovo abbiamo trovato una nuovissima strada con palazzi in costruzione nel solito stile architettonico armeno. Palazzi giganteschi in tufo, con colonne e decorazioni.

L’idea era quella di andare da un rivenditore di tappetti per fare l’afafre del secolo, ma un quiproquo con Arevik, non ci ha permesso di capire con chi dovevamo andarci, ne’ la buona Hermine ha spauto dirci chi fosse la amica di Arevik da chiamare. Morta la’.

Tornati in branda (l’eta’ e’ quella che e’) forse Titta ma non e’ chiara la dinamica, si e’ appoggiato all’angolo del letto. trovandosi in-men-che-non-si-dica a gambe all’aria, per aver fatto uscire dalle guide le stecche della rete del letto (peraltro ce ne erano 2 su 6). Visto l’inevitabile inbarazzo di trovare il proprio deretano sopra alla propria testa, Titta ha lasciatoa Checco prendere l’estrema decisione: denunciare l’accaduto o risolvere alla Mac Gyver il problema. Uso a certe situazioni ma piu’ pronto al pensiero profondo che allo sforzo fisico, Checco ha deciso di lasciare Titta risistemare la stecca all’interno delle guide (senza il menomo dubbio). Come volevasi dimostrare la stecca si e’ rotta in mano di Titta, che tra un inshallah e l’altro, ha fatto coretesemente notare a Checco che era meglio appoggiarla.

Cena in ristorante poco tipico, ma bon. Soprattutto notevole la vodka e il brandy Ararat. In attesa del viaggio purificatorio abbbaimo cercato alcol e musica (donne) in discoteca, senza fortuna e sotto la pioggia.



If…
Agosto 13, 2008, 4:25 pm
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23 amordad 1387, Yerevan

Sapevamo che per arrivare a Yerevan il volo non era quello previsto, ma i dubbi sono stati confermati quando siamo arrivati in aeroporto.

Prima cosa da non dimenticare: il passaporto. Per fumare l’ultima cicca usciamo dopo il check in. Vengo preso da delirio foto e inizio a tirare fuori la macchina, ci scambiamo qualcosa con titta…foto deficienti e via verso il gate A1. Parto a razzo mi giro non c’e'…concordato di rivedersi sempre nell’ultimo posto, torno e trovo Titta preoccupato …ha perso il passaporto…gira guarda tira fuori…controllo quello che ho in mano …e’ il suo!!! il mio era in tasca… Mona… ma chi di piu’ dei due?

Andiamo in cerca di un posto dove mangiare, vorremmo passare subito verso gli imbarchi ma il simpatico poliziotto (come un gatto attaccato sullo scroto) ci dice che oltre il controllo non c’e’ nulla, girovaghiamo e alla fine veniamo rispediti al controllo. Ovviamente il bar e’ proprio dopo!!!

Pizza pesante e bevande a gogo per finire i soldi con l’ennesima barista simpatica. All’imbarco conosciamo  i nostri prossimi compagni di viaggio che ci accompagneranno fino alla mattina dopo in Villa Delenda, dove li avremmo portati, dopo aver sentito delle loro sfortune: il viaggio dall’Armenia all’Azerbaigian, via Georgia, era stato rovinato da Putin e Shakashvili e dal loro partitone a Risiko.

Ma questo e’ nulla: decidiamo di spendere gli ultimi lat comprando 2 merlot di scarsa qualita’ che solo nel baltico possono bere….ma g’era veneto!

Dopo il primo tentativo di sigaretta bloccato repentinamente da il controllo righense (solo do tiri… disse il Checco), ci fanno entrare tutti su due autobus, destinazione airbus… questo ovviamente la pensavamo noi e il gruppetto di volontari della crocerossa, inconsapevoli dell’organizzazione impeccabile righense (o forse meglio… righiota). In uno stato di totale emergenza (crocerossa d’altronde) vengono spostati in un autobus apposito. Erano in cinque…. ma per la crocerossa questo e’ altro… caspita c’e’ la guerra!

In quest’impeto umanitario i nostri due autobus hanno inizatiato a girare inutilmente per l’aeroprorto in attesa di… qualche idea su cosa fare

ed eccola l’idea geniale. Dopo aver posto i due autobus di muso uno di fronte all’altro in una sfida all’Ok Corrall (ammetto il terrore, il nostro aveva proprio la faccia righ..iota) ci fanno tornare sulla passerella di entrata che dall’aereostazione porta direttamente all’aereo. Si poteva pensare: a che cosa serviva il giretto per la pista? beh gli autobus erano nuovi, gli autisti stupidi e i corcerossini troppppo di fretta.

cosi’ con un ora di ritardo siamo finalmente partiti destinazione Yerevan, via Istanbul.

L’aereo oltre ad offrire un perfetto ritardo, una totale disorganizzazione, aveva la particolarita’ di contenere (dicono che non la facciano uscire pero’) l’unico esempleare di righense (le donne li’ non sono mai righiote!- massimo rignocche) cesso! e diciamo un piccolo capolavoro…. grassa, bassa brutta, e acida… ok comprensibile che sia acida.

Al primo tentativo di Checco di approccio (oh d’altronde quando ti ricapita un’occasione del genere) per cambiare posto (cosa pensavate…?) visto che eravamo nell’uscita di sicurezza c’e’ arrivata la prima spruzzata d’acido. Ci ha piazzato il foglietto con le istruzioni per l’evacuazione e c’ha promesso di interrogarci durante e dopo il viaggio… abbiamo imparato tutto a memoria, ve lo assicuro.

Il menu’ dell’aereo offriva una lauta lista (lauta per loro, visti i prezzi) di ricchi premi e cotillion. Per aiutare il sonno e ricordare la madre patria abbiamo sfoderato le nostre due bottigliette de vin merlot (de queo no bon) e chiediamo alla nostra amica solo due bicchieri. Quella vecchia volpona (balenottera) annusa il tentativo portoghese e ci avverte: it is absolutely forbidden to drink alcool not sold in the airplane…. IF you have….

……. ? ……. ? ….

(ni altri???)

cosi’ Checco dopo questi interminabili secondi di duro confronto psicologico in un perfetto inglese oxfordiano risponde

IF !?!

(sottotitolo: ma ti pensi? non e’ proprio il caso di puntualizzare, grassa cicciona, ma mi sono comprato el vin e melo bevo, e ovviamente sono piu’ astuto di te e faccio la finta dei pomi)

we have just a bit of water that we do not want to drink out of the bottle, please!!

sornioni e astuti come due omosessuali in gnocchilandia (Ndr Riga), aspettiamo che se ne siano andati la cicciona e la sua ciurma per sbevazzare il vinello in 2.23 secondi… ruttino compreso

il viaggio a quel punto sembra piu’ bello e tra le mille scomodita’ ci appisoliamo felici nella nostra alcolica ebrezza di vittoria

se non ci fosse stata la donna con la sincope il nostro risveglio sarebbe stato perfetto… ma per fortuna dei nostri quattro compatrioti, c’era un medico (seduto accanto, quando si dice il c… aso).

ormai provati dall’estenuante attesa, e dopo esser stati rapinati dall’ufficio visti, abbiamo comodamente atteso in coda due ore che ci controllassero il passaporto (ma non ci avete appena messo il visto…? si, si, ok, scusate la domanda stupida attendiamo qui con gli altri..)

l’ormai nuovo giorno (5.30 am) si rasserena grazie allo stoico sig. Maxim, padre di Arevik, che ci prende nel suo nuovo e fiammante taxi, assieme agli altri quattro, e ci porta in villa Delenda, pronti per la branda.

notte

PS per il nostro tesoro Arevik (ma chi e’ che ci doveva portare a vedere i tappeti??)

gli Sfanecchisti islamici

Checco e Titta