Archiviato in: Armenia, Diario di viaggio, Lettonia | Tag: bevuta, grassona, if, Maxim, merlot, righioti, visti
23 amordad 1387, Yerevan
Sapevamo che per arrivare a Yerevan il volo non era quello previsto, ma i dubbi sono stati confermati quando siamo arrivati in aeroporto.
Prima cosa da non dimenticare: il passaporto. Per fumare l’ultima cicca usciamo dopo il check in. Vengo preso da delirio foto e inizio a tirare fuori la macchina, ci scambiamo qualcosa con titta…foto deficienti e via verso il gate A1. Parto a razzo mi giro non c’e'…concordato di rivedersi sempre nell’ultimo posto, torno e trovo Titta preoccupato …ha perso il passaporto…gira guarda tira fuori…controllo quello che ho in mano …e’ il suo!!! il mio era in tasca… Mona… ma chi di piu’ dei due?
Andiamo in cerca di un posto dove mangiare, vorremmo passare subito verso gli imbarchi ma il simpatico poliziotto (come un gatto attaccato sullo scroto) ci dice che oltre il controllo non c’e’ nulla, girovaghiamo e alla fine veniamo rispediti al controllo. Ovviamente il bar e’ proprio dopo!!!
Pizza pesante e bevande a gogo per finire i soldi con l’ennesima barista simpatica. All’imbarco conosciamo i nostri prossimi compagni di viaggio che ci accompagneranno fino alla mattina dopo in Villa Delenda, dove li avremmo portati, dopo aver sentito delle loro sfortune: il viaggio dall’Armenia all’Azerbaigian, via Georgia, era stato rovinato da Putin e Shakashvili e dal loro partitone a Risiko.
Ma questo e’ nulla: decidiamo di spendere gli ultimi lat comprando 2 merlot di scarsa qualita’ che solo nel baltico possono bere….ma g’era veneto!
Dopo il primo tentativo di sigaretta bloccato repentinamente da il controllo righense (solo do tiri… disse il Checco), ci fanno entrare tutti su due autobus, destinazione airbus… questo ovviamente la pensavamo noi e il gruppetto di volontari della crocerossa, inconsapevoli dell’organizzazione impeccabile righense (o forse meglio… righiota). In uno stato di totale emergenza (crocerossa d’altronde) vengono spostati in un autobus apposito. Erano in cinque…. ma per la crocerossa questo e’ altro… caspita c’e’ la guerra!
In quest’impeto umanitario i nostri due autobus hanno inizatiato a girare inutilmente per l’aeroprorto in attesa di… qualche idea su cosa fare
ed eccola l’idea geniale. Dopo aver posto i due autobus di muso uno di fronte all’altro in una sfida all’Ok Corrall (ammetto il terrore, il nostro aveva proprio la faccia righ..iota) ci fanno tornare sulla passerella di entrata che dall’aereostazione porta direttamente all’aereo. Si poteva pensare: a che cosa serviva il giretto per la pista? beh gli autobus erano nuovi, gli autisti stupidi e i corcerossini troppppo di fretta.
cosi’ con un ora di ritardo siamo finalmente partiti destinazione Yerevan, via Istanbul.
L’aereo oltre ad offrire un perfetto ritardo, una totale disorganizzazione, aveva la particolarita’ di contenere (dicono che non la facciano uscire pero’) l’unico esempleare di righense (le donne li’ non sono mai righiote!- massimo rignocche) cesso! e diciamo un piccolo capolavoro…. grassa, bassa brutta, e acida… ok comprensibile che sia acida.
Al primo tentativo di Checco di approccio (oh d’altronde quando ti ricapita un’occasione del genere) per cambiare posto (cosa pensavate…?) visto che eravamo nell’uscita di sicurezza c’e’ arrivata la prima spruzzata d’acido. Ci ha piazzato il foglietto con le istruzioni per l’evacuazione e c’ha promesso di interrogarci durante e dopo il viaggio… abbiamo imparato tutto a memoria, ve lo assicuro.
Il menu’ dell’aereo offriva una lauta lista (lauta per loro, visti i prezzi) di ricchi premi e cotillion. Per aiutare il sonno e ricordare la madre patria abbiamo sfoderato le nostre due bottigliette de vin merlot (de queo no bon) e chiediamo alla nostra amica solo due bicchieri. Quella vecchia volpona (balenottera) annusa il tentativo portoghese e ci avverte: it is absolutely forbidden to drink alcool not sold in the airplane…. IF you have….
……. ? ……. ? ….
(ni altri???)
cosi’ Checco dopo questi interminabili secondi di duro confronto psicologico in un perfetto inglese oxfordiano risponde
IF !?!
(sottotitolo: ma ti pensi? non e’ proprio il caso di puntualizzare, grassa cicciona, ma mi sono comprato el vin e melo bevo, e ovviamente sono piu’ astuto di te e faccio la finta dei pomi)
we have just a bit of water that we do not want to drink out of the bottle, please!!
sornioni e astuti come due omosessuali in gnocchilandia (Ndr Riga), aspettiamo che se ne siano andati la cicciona e la sua ciurma per sbevazzare il vinello in 2.23 secondi… ruttino compreso
il viaggio a quel punto sembra piu’ bello e tra le mille scomodita’ ci appisoliamo felici nella nostra alcolica ebrezza di vittoria
se non ci fosse stata la donna con la sincope il nostro risveglio sarebbe stato perfetto… ma per fortuna dei nostri quattro compatrioti, c’era un medico (seduto accanto, quando si dice il c… aso).
ormai provati dall’estenuante attesa, e dopo esser stati rapinati dall’ufficio visti, abbiamo comodamente atteso in coda due ore che ci controllassero il passaporto (ma non ci avete appena messo il visto…? si, si, ok, scusate la domanda stupida attendiamo qui con gli altri..)
l’ormai nuovo giorno (5.30 am) si rasserena grazie allo stoico sig. Maxim, padre di Arevik, che ci prende nel suo nuovo e fiammante taxi, assieme agli altri quattro, e ci porta in villa Delenda, pronti per la branda.
notte
PS per il nostro tesoro Arevik (ma chi e’ che ci doveva portare a vedere i tappeti??)
gli Sfanecchisti islamici
Checco e Titta