persiperlapersia


Baku-Milano, sola andata!!
Settembre 21, 2008, 3:46 pm
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Anno di Allah 1387, 11 Shahrivar, Baku-Riga-Milano-Venezia

sveglia alle 4.30
taxi prenotato alle 4.40
il taxi?!?
ricerca del taxi 4.45
sveglia del taxista 4.47
partenza per l’aeroporto
40 Manat? 20! 30? no no 25 Manat!
ok

Corsa al buio in mezzo ai cantieri della penisola. Ultima cicca di Checco e finalmente dentro.

Primo controllo sicurezza e violazione del poster di Checco. Incazzatura del Checco (in azero!). Dutyfree per una buonissima bottiglia di vodka sanpietroburghese e una stecca di cicche e infine colazione al baretto con gli ultimi soldi. Ultima cicca di Checco (questa, dice, è la volta buona!).

Nuovo controllo sicurezza, scalzi e con una tac apposta per noi, con palpeggiamento finale del poliziotto. Non vi pare di esagerare? va beh!

Dopo una breva attesa e il terzo controllo sicurezza (ma chi cavolo vi attacca?) siamo saliti in aereo. In volo Titta ha piazzato il quadernetto a Checco che non la smetteva di fare casino e disturbare gli avventori. Forse perché Titta lo aveva appena umiliato a scopa? forse…. ;-) ))

Tutta la nostra ilarità si è spenta al controllo sicurezza di Riga, dove un pirla di poliziotto ci ha fatto buttare via il sacchetto sigillato con la nostra vodka. Per farcela passare siamo andati a fare colazione al baretto dell’aeroporto dove, al posto di un caffe corretto e di un macchaito, ci hanno portato un bidone di caffé con due litri di latte per macchiarlo. Con il sistema nervoso in fibrillazione e senza la nostra vodka (Checco alla fine l’ha testardamente ricomprata) abbiamo preso il volo per Milano, accompagnati dalla solita famigliola di genitori rincoglioniti e figli stronzi (sopratutto urlanti).

All’arrivo con i nostri due neuroni depressi ci siamo infilati sulla navetta per la stazione nord e, dopo un giretto in metro, ci siamo presi il nostro bel trenino direzione Mestre.

Tornando a piedi verso casa di Titta “…e se il prossimo anno ci perdessimo in Tigikistan?…”

FINE



Dove sono i tappeti?
Agosto 18, 2008, 10:33 am
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24 Amordad, anno 1387 Yerevan

sveglia alle 13.00. Giretto per Yerevan in cerca della colazione, che abbiamo avuto il piacere di fare in un bar all’aperto con 4 poliziotti ligi nel loro lavoro (sic!) – dopo un po’ sono diventati pure in 5. Di nuovo abbiamo trovato una nuovissima strada con palazzi in costruzione nel solito stile architettonico armeno. Palazzi giganteschi in tufo, con colonne e decorazioni.

L’idea era quella di andare da un rivenditore di tappetti per fare l’afafre del secolo, ma un quiproquo con Arevik, non ci ha permesso di capire con chi dovevamo andarci, ne’ la buona Hermine ha spauto dirci chi fosse la amica di Arevik da chiamare. Morta la’.

Tornati in branda (l’eta’ e’ quella che e’) forse Titta ma non e’ chiara la dinamica, si e’ appoggiato all’angolo del letto. trovandosi in-men-che-non-si-dica a gambe all’aria, per aver fatto uscire dalle guide le stecche della rete del letto (peraltro ce ne erano 2 su 6). Visto l’inevitabile inbarazzo di trovare il proprio deretano sopra alla propria testa, Titta ha lasciatoa Checco prendere l’estrema decisione: denunciare l’accaduto o risolvere alla Mac Gyver il problema. Uso a certe situazioni ma piu’ pronto al pensiero profondo che allo sforzo fisico, Checco ha deciso di lasciare Titta risistemare la stecca all’interno delle guide (senza il menomo dubbio). Come volevasi dimostrare la stecca si e’ rotta in mano di Titta, che tra un inshallah e l’altro, ha fatto coretesemente notare a Checco che era meglio appoggiarla.

Cena in ristorante poco tipico, ma bon. Soprattutto notevole la vodka e il brandy Ararat. In attesa del viaggio purificatorio abbbaimo cercato alcol e musica (donne) in discoteca, senza fortuna e sotto la pioggia.